Commento alla V Domenica del Tempo Ordinario – Anno A

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Domenica 5 Febbraio 2017

«Voi siete la luce del mondo… non si accende una lampada per metterla sotto il moggio…»

 

INTRODUZIONE
C –  Celebriamo oggi la V domenica del Tempo Ordinario. Vedano le vostre opere buone. Le comunità cristiane devono interrogarsi seriamente di fronte a questo invito, poiché la cultura diffusa oggi è quella di una società retorica ipocrita che punta molto sull’apparire, ma senza contenuto. In questa mentalità anche i cristiani rischiano di nascondere il loro essere di Cristo, e la luce di Cristo,  dietro schermi ipocriti: ad esempio, le molte parole sulla solidarietà e l’accoglienza in certe situazioni cariche di emotività cedono molto presto il passo al disinteresse e alla politica del lavarsene le mani. Le stesse istituzioni ecclesiali e i mezzi di comunicazione sono carichi di retorica vuota, ma molto refrattari alla vera testimonianza. Di fronte alla nostra cultura della superficiale apparenza rimane più che attuale l’interrogativo: la luce di Cristo illumina ancora, attraverso i suoi discepoli, questo mondo in decadenza. Il vangelo propone due immagini cariche di significati: essere sale e brillare come la luce. Le due immagini indicano la strada al cristiano, collegate come sono alla pagina delle “beatitudini” che le precede. Come sempre ricordiamo l’educazione di spegnere i cellulari, di partecipare alla preghiera anche con i canti e di non parlare durante la celebrazione.

PRESENTAZIONE DEI DONI

G. – Con il pane, il vino, il cesto di solidarietà e le offerte raccolte nei cestini presentiamo al Signore la luce della condivisione.

RINGRAZIAMENTO ALLA SANTA COMUNIONE

G. – Ai tuoi discepoli, Gesù, non chiedi solamente di andare a messa la domenica e di pregare al mattino e alla sera. Di questo, certo, hanno bisogno, ma per vivere una missione impegnativa in mezzo agli uomini e alle donne di questo tempo. Essere sale che dà sapore a quello che accade nella vita quotidiana: alla fatica di costruire un mondo nuovo nella legalità e nella solidarietà, al tentativo di offrire benessere e sicurezza a tanti lavoratori e alle loro famiglie, ai progetti che intendono favorire l’assistenza ai malati e agli anziani e un’educazione che accetta le sfide e le domande delle giovani generazioni. Ma per essere sale bisogna accettare non di marciare in gruppo, compatti, ma di sciogliersi, senza paura, nelle più diverse situazioni, rischiando gesti e parole che hanno il profumo della serietà, della competenza, dell’onestà. Essere luce che rischiara anche quei momenti in cui si è tentati di mollare tutto, di gettare la spugna perché si attraversa una prova difficile, perché le tentazioni sono tante, perché brucia sulla pelle l’isolamento a cui si è condannati quando non si obbedisce alle parole d’ordine. Gesù, grazie allo Spirito anche oggi il sapore del bene non si è perduto e la luce della speranza continua a brillare.