5 Gennaio 2025
«Egli era, in principio, presso Dio»
INTRODUZIONE
G – Celebriamo la seconda Domenica dopo Natale. La celebrazione odierna ci offre l’occasione per approfondire la verità del Natale. Dalla realtà di un’abitazione fra noi del Verbo di Dio, che viene chiamato “Sapienza” nel linguaggio dell’Antico Testamento, si passa alla sapienza che l’apostolo indica per una profonda conoscenza del Padre. Proprio Gesù, il Figlio di Dio incarnato, ci guida a una nuova e più viva conoscenza di Dio Padre. Viviamo questa “meditazione” del Natale che ci viene offerta, accogliendo il Signore che rinnova la sua venuta in mezzo a noi nella Parola e nel Pane di vita. Ricordiamo che la celebrazione va vissuta intensamente partecipando ai canti con l’ausilio del libretto, alle risposte utilizzando il foglietto e ricordandosi di spegnere i cellulari.
PRESENTAZIONE DELLA PAROLA DI DIO
G – Il mistero del Natale, che stiamo celebrando, oggi viene proposto attraverso alcuni brani della Scrittura che ci orientano a entrare maggiormente nell’accoglienza del dono che il Padre ci ha fatto di Gesù, suo Figlio, aiutandoci a meditare e contemplare questo dono in modo più profondo.
PRESENTAZIONE DEI DONI
G – Il pane, il vino e il gesto di solidarietà che portiamo all’altare siano il segno della nostra gratitudine al Padre per la fede ricevuta e del nostro impegno ad essere sempre più attenti ad accogliere la presenza del Verbo di Dio nella nostra vita, preferendo la Luce alle tenebre.
RINGRAZIAMENTO ALLA COMUNIONE
G – Figli e figlie di Dio: questa è la possibilità che tu offri a ogni uomo e a ogni donna, quella di nascere ad un’esistenza nuova, animata dalla forza del tuo Spirito. Non è un’operazione gestita da noi, dalla nostra volontà, dalle nostre risorse: è Dio stesso a generarci con la sua grazia ad un’esperienza del tutto inedita perché ci fa partecipare alla sua bontà, alla sua bellezza, alla sua sapienza. È bello, Gesù, sentirci circondati dall’amore del Padre tuo, dalla sua tenerezza, è bello sentirsi custoditi dalle sue mani, che non sottraggono alle prove della vita, non esonerano dai momenti di fatica, ma fanno avvertire accanto a noi la sua presenza e impediscono allo scoraggiamento di impadronirsi del nostro cuore. È bello, Gesù, percepire di appartenere a una storia più grande di noi, la storia di Dio con l’umanità, e di trovare posto in un progetto, che assicura un compimento, un traguardo. È bello, Gesù, sapere di essere accolti nella nostra fragilità, nei nostri limiti, nelle nostre debolezze e inadempienze, da un amore incondizionato e sicuro che mai si lascia scoraggiare.