« Avete inteso che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente”. Ma io vi dico…»
INTRODUZIONE
C – Celebriamo oggi la VII domenica del Tempo Ordinario. Non rispondere al male col male, mostrare con la propria vita l’alternativa possibile del bene, amare persino colui che si dichiara nemico… Il programma di vita indicato da Gesù rappresenta una società chiaramente in contrasto con l’esistente. Eppure, quanti cristiani veri hanno fatto di questa proposta la norma della loro vita! Ovviamente non è facile, poiché richiede quella conversione dall’esteriorità alla interiorità nelle convinzioni e nelle scelte. La storia della Chiesa non manca in questo di figure esemplari: gente che per amore di Gesù ha perdonato nemici, genitori che per fedeltà a Gesù sono stati capaci di andare oltre pesanti offese da parte dei figli, persone che hanno saputo dimenticare calunnie e diffamazioni nei loro confronti, operai che si sono dimostrati solidali verso compagni di lavoro di avversa ideologia… Gesù sollecita i discepoli a non costruire muri, ma ad abbattere barriere e a superare i confini che possono dividere. Il vangelo rappresenta uno sviluppo della beatitudine che riguarda i miti e i misericordiosi: la prima parte propone il superamento della cosiddetta ‘legge del taglione’, formulata per contenere la vendetta personale; la seconda parte è un invito ai discepoli a perdonare i propri nemici. Il modello di riferimento è Dio stesso, nella sua infinita misericordia. Come sempre ricordiamo l’educazione di spegnere i cellulari, di partecipare alla preghiera anche con i canti e di non parlare durante la celebrazione.
PRESENTAZIONE DEI DONI
G. – Con il pane, il vino, il cesto di solidarietà e le offerte raccolte nei cestini presentiamo al Signore la capacità di vincere la povertà con la forza del bene.
RINGRAZIAMENTO ALLA SANTA COMUNIONE
G- Siamo presi da tante cose, Signore Gesù, e non abbiamo tempo per l’essenziale, per quel progetto di amore che ci hai affidato e che solo rimarrà quando tutto il futile, il superfluo, l’effimero verranno meno. È vero, Gesù, talora me ne rendo conto: quante energie sprecate solamente per assicurarmi beni che non dureranno, quante fatiche per apparire agli occhi degli altri, ben sapendo che un giorno tutto sarà veramente chiaro e il valore autentico verrà riconosciuto e distinto senza difficoltà da quello che abbaglia, ma non ha consistenza alcuna. È vero, Gesù, basterebbe che osservassi gli uccelli del cielo e i gigli del campo e mi accorgerei di una Provvidenza che non lascia mancare nulla, se ci si fida veramente di te. Ma sta proprio qui la mia fragilità: tengo occupati i miei giorni, mi affanno ed agito per mille imprese, pur di non investire tutto, cuore e mente, in quel disegno di salvezza che trasformerà la faccia della terra. Gesù, non permettere che mi lasci divorare dalla mia indecisione, strappami alla tentazione di tenere perennemente il mio piede in due staffe e rendimi risoluto nel tagliare ogni servitù che mi trattiene dal vivere per te.